Avere successo dopo i 35 anni – La storia di Jack Ma

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Una delle maggiori paure dell’essere umano è invecchiare. Non c’entrano le rughe, i capelli bianchi e il mal di schiena. Quello che fa paura è non avere abbastanza tempo. Se poi la società ti parla continuamente di enfant prodige, di startup milionarie fondate da ragazzi giovanissimi, beh, quella paura si trasforma in terrore.

Cambiare vita a 35 anni, lasciarsi alle spalle un lavoro poco stimolante e buttarsi a capofitto in una nuova avventura, in un’impresa imprenditoriale innovativa e dal futuro incerto, è la grande sfida che molti dei nostri clienti devono affrontare.

Per questo, abbiamo deciso di dedicare una rubrica alle personalità del mondo dell’industria, della tecnologia e della finanza che hanno raggiunto il successo dopo (alcuni molto dopo) i 35 anni).

Cominciamo, oggi, con la storia di un uomo che è stato capace di cambiare il volto di un’intera economia, praticamente da solo. Questa è la storia di Jack Ma.

Chi è Jack Ma

Jack Ma, per chi non lo conoscesse, è il fondatore del gigante dell’E-commerce Alibaba ed è uno degli stakeholder di Alipay, il portale di pagamento elettronico più diffuso nel continente asiatico. È ufficialmente l’uomo più ricco della Cina, con un patrimonio netto stimato di 25 miliardi di dollari.

La grandezza del suo business è davvero Impressionante. Alibaba vale più di Facebook e tratta una quantità di merci maggiore di quella trattata da eBay e Amazon messe insieme, e Jack Ma ne detiene solo una partecipazione del 7,8%.

Messa così, questa potrebbe sembrare la classica storia di un miliardario che ha conosciuto solo il successo. Ma non bisogna mai farsi ingannare dalle apparenze.

Per quanto assurdo possa sembrare, Jack Ma ha dovuto affrontare difficoltà e fallimenti prima di arrivare dov’è oggi e la sua storia deve essere di ispirazione per chi ha paura che sia troppo tardi per affrontare una nuova avventura imprenditoriale.

Le origini

Ma Yun alias Jack Ma nasce a Hangzhou, nella parte sudorientale della Cina da una famiglia di umili origini durante l’ascesa della Cina comunista.

La visita dell’ex presidente degli Stati Uniti Richard Nixon a Hangzhou nel 1972 accelerò lo sviluppo del turismo nella sua città natale e Jack volle sfruttare al meglio questa opportunità.

Fin da bambino, Jack aveva dimostrato la propensione verso la lingua inglese e la conoscenza con una famiglia australiana e il successivo scambio epistolare, gli aveva permesso di imparare la lingua.

Decise di trascorrere le sue mattinate in un parco della città, offrendo tour gratuiti in inglese per gli stranieri. Fu proprio durante una di queste giornate che incontrò una ragazza straniera che gli diede il soprannome di ‘Jack’, perché il suo nome era difficile da pronunciare. Un nome che gli portò fortuna.

Si iscrisse alla Hangzhou Teacher’s Institute, dove si laureò in inglese e dopo la laurea, Jack iniziò a lavorare come insegnante di inglese all’Università di Hangzhou Dianzi con una paga di 12 dollari al mese.

 

Una serie di sfortunati eventi

Vista così, la storia di Jack sembra ben lontano dal disastro che avevamo annunciato ma continuando a leggere, emergerà subito il motivo per cui la sua vita è oggi frutto d’ispirazione per una generazione di imprenditori e startupper.

C’è una cosa che ha caratterizzato tutto il percorso di Jack Ma: il fallimento.

Da piccolo è stato bocciato agli esami della scuola elementare, non una volta, ma ben due volte. Ha dovuto ripetere gli esami di scuola media per tre volte. Quando si è iscritto all’università dopo il liceo, Jack non ha superato gli esami di ammissione per due volte, prima di entrare alla Hangzhou Normal University. Ha persino fatto domanda all’Università di Harvard per dieci volte e ogni volta è stato respinto.

E tutto questo solo negli anni della formazione.

Il lavoro da insegnante non era il massimo per Jack e per questo non ha mai smesso di cercare lavoro. Ovviamente, senza molto successo. Ha dichiarato, durante un’intervista:

“Quando KFC arrivò in Cina, 24 persone andarono a cercare lavoro.  Ventitré persone furono accettate.  Io fui l’unico a non farcela”.

Non contento, cercò lavoro anche in polizia, ma fu scartato perché venne ritenuto idoneo.

Tutte queste porte in faccia avrebbero scoraggiato chiunque, ma Jack no. Testardo e determinato sapeva che dalla vita meritava di più di 12 dollari al mese.

La resurrezione

Nel 1995, Jack Ma si reca negli Stati Uniti come interprete, per un progetto del governo relativo alla costruzione di autostrade. Ed è in quella occasione che utilizzò per la prima volta Internet.

Allora i computer erano piuttosto rari in Cina, visti gli alti costi e vista l’assenza di una rete internet

La sua prima ricerca? Birra!

La cosa che lo colpì, fu che, qualsiasi cosa cercasse, persino la parola Cina, la sua nazione sembrava essere inesistente. In quel momento, decise che fosse tempo per la sua gente di conquistare il web.

Convinse 17 amici ad investire e ad unirsi a lui nella sua nuova startup di e-commerce – Alibaba.

Da non avere un solo centesimo da parte di investitori esterni, l’azienda nel tempo è riuscita a raccogliere 20 milioni di dollari da SoftBank e altri 5 milioni di dollari da Goldman Sachs nel 1999.

Convincere la popolazione cinese sulla sicurezza di un sistema di pagamento online è stata la sfida più grande che Jack Ma e Alibaba hanno affrontato, vincendola.

Nonostante abbia avviato la sua prima azienda di successo all’età di 35 anni senza aver mai scritto una sola riga di codice o aver venduto qualcosa a nessuno, Jack Ma, oggi, gestisce una delle più grandi reti di e-commerce del mondo.

L’azienda ha continuato a crescere rapidamente, espandendosi in tutto il mondo, uscendo rapidamente dal suo guscio cinese e diventando un gigante dell’e-commerce, secondo solo a Walmart.

Cosa ci insegna la storia di Jack Ma

Cosa ci insegna la storia di questo magnate che ha vissuto tutta la sua vita con un atteggiamento così positivo da ricordare “Forrest Gump”?

Sicuramente che la chiave del successo risiede nel credere in sé stessi, nell’essere perseveranti di fronte alle avversità e nel guardare agli insuccessi come opportunità per andare avanti.

Concludiamo con una frase di Jack Ma che vuole essere sia un incoraggiamento che un rimprovero.

“Noi continuiamo a lottare. Continuiamo a cambiare noi stessi. Non ci lamentiamo”

Piangersi addosso, pensare di essere troppo vecchi per dar vita ad un nuovo business non serve a nulla.

Se c’è una cosa che viene fuori da questa storia è che bisogna lottare, sempre. Perché il successo risiede dentro di noi a 20, a 30, a 50 anni. Bisogna solo tirarlo fuori.

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A presto,

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